Kumiko
Tamami, la new entry
Akita's friend

 

Akita inu galleries

Sito gemellato con Allevamento delle Bianche Vallate, Carpi (MO)

I più grossi complimenti all'allevamento dell Bianche Vallate, attuali campioni del mondo 2003

 

 

Per la prima volta nella storia degli akita padre e figlio prodotti in Italia diventano campioni del mondo nell'ambito della stessa esposizione

Campione del mondo B.O.B. (best of brest-migliore di razza) 2003 (padre)

Daiboh-Maru delle Bianche Vallate (nato il 16-07-2000)

(Figlio di Musashiryu-Go-Shirai come la Tami)

Allevatore e proprietario :

allevamento Delle Bianche Vallate di Andrea Bordone

handler: Richard Hellman

Daiboh-Maru, _ 1° classificato

Daiboh-Maru

La premiazione

Con Andrea Bordone

 

Giovane campione del mondo 2003 (figlio)

Naoki delle Bianche Vallate

allevatore : Allevamento delle Bianche Vallate

( 16-03-2002   figlio di Daiboh-Maru delle Bianche Vallate)

handler  :Albert Ooghe

proprietario : Fabienne e Albert Ooghe

 

L'AKITA valoroso si addormentò nel giardino incantato dopo aver combattuto per salvare il suo padrone.
Nessuno più lo vide, ma il suo latrato di forza e coraggio si ode ancora ogni volta che il suo padrone è in pericolo.
Il suo spirito rimarrà vicino a colui che lo ha amato, per tutta la vita fino al momento del passaggio, dove con coraggio lo accompagnerà nella porta di luce e per l'ultima volta si udirà il suo latrato.

Nome razza:
AKITA INU

Nazionalità:
Giappone (isola di Honsu).

Origine razza:
Nasce e si sviluppa nell'isola di Honsu; prende il nome dalla regione a cui l'isola appartiene.

Descrizione:
E' un cane massiccio, di corporatura enorme e aspetto degno di stima e rispetto. I maschi sono alti 64-70 cm e le femmine 58-64; il loro peso si aggira intorno ai 35-40 chilogrammi. Il muso è a punta, con canna nasale diritta e poco lunga; i denti sono forti e non sporgenti. Gli occhi sono scuri e le orecchie sono erette e leggermente inclinate in avanti; la coda arriva al garretto ed è arrotolata. Il pelo è abbastanza lungo, con sottopelo appena pronunciato; i colori ammessi sono 4 bianco fulvo tigrato e sesamo tutti i colori devono avere l'urajiro (pelo biancastro) sui lati del muso e sulle guance, sotto le mascelle sulla gola sul petto e sul ventre nonché sul lato inferiore della coscia e nelle parti interne degli arti .

Carattere:
Tranquillo e coccolone con il padrone, ma sospettoso ed aggressivo con chi considera ostile; è prudente, temerario e intelligente.

Utilizzazione:
Cane da combattimento nell'antichità; cacciatore di selvaggina; ammirato anche come cane da compagnia.

Alimentazione:
Come tutti i cani di origine giapponese, oltre alla carne adora anche il pesce

Note:
nessuna

Gruppo E.N.C.I.:
Gruppo 5

 

 

L'Akita-Inu

Oltre alle sue attitudini alla caccia e nella pesca, l'Akita fu anche un formidabile cane da combattimento.

Ancora nel periodo in cui riceveva un trattamento regale, l'animale fu allevato per il combattimento e,col tempo, la razza ebbe a subire tali perdite da rischiare persino l'estinzione.

In un mese un cane poteva affrontare fino a 12 combattimenti.

Fu abbandonata questa pratica solo alla fine del secolo scorso, quando il Giappone cominciò a sentire l'influsso della cultura europea, e la razza Akita, che era ormai quasi estinta, poté riprendersi e ripopolarsi.

Nel 1927 fu costituito ufficialmente un club intitolato alla razza, l'Associazione Akita inu Hozankai.

Nel 1931 il governo giapponese proclamò l'Akita un patrimonio e un vanto nazionale.
Dopo la seconda guerra mondiale, le forze d'occupazione americane ebbero modo di ammirare lo spirito di adattamento, la lealtà e la nobiltà di questa razza, e ne portarono in patria alcuni esemplari.

Uno dei più antichi miti relativi all'Akita è una leggenda popolare degli Ainu che parlava di un uomo che va a visitare la terra dei morti.

Una volta arrivato, egli trova un villaggio molto simile al suo e abitato da persone che egli un tempo aveva conosciuto in vita.

Ma il popolo dei morti sembra non vedere e non sentire questo uomo, che passa inosservato eccetto che in una circostanza.

La sua presenza infatti viene rilevata dai cani che abbaiano verso di lui.

Questo mito trova echi in diverse parti del mondo e viene a sostegno della convinzione popolare ampiamente diffusa che i cani posseggano una capacità di vista primordiale, capace di vedere gli spiriti.

Un'altro mito sull'Akita è il cosiddetto "racconto del chiacchierone".

Una volta, tanto tempo fa, tutti i cani sapevano parlare, solo che, a un certo punto, un cane si accorse che il suo padrone aveva una tresca e riferì la cosa alla moglie di lui.

Così, continua la storia, il cane perse la capacità di parlare e ora è capace soltanto di abbaiare.

A sentire le antiche storie, l'Akita non abbaiava durante la caccia, e il suo silenzio era considerato la più bella virtù che un cane potesse avere in questa attività.

Ne è chiara dimostrazione un antico mito giapponese.

Pare che un cacciatore e il suo cane si trovassero insieme nella foresta quando l'animale, vedendo un orso, indusse il padrone a un fatale scontro con la bestia feroce.

Una volta tornato indietro da solo, raccontò una frottola alla moglie del padrone. Disse che, in punto di morte, il marito aveva espresso la volontà che lui sposasse la donna.

La povera vedova non credette a quella storia, e siccome il cane continuava a parlarne e riparlarne, gli buttò una manciata di polvere nella bocca riducendolo al silenzio.

La leggenda rimanda alla credenza del popolo Ainu circa una primordiale unione cane-donna.

Essa allude inoltre al fatto che la polvere è il nostro principio e la nostra fine.

Mettendo da parte antichi miti e leggende, l'Akita si ritrovò, non molti anni fa, a essere un mito in carne ed ossa: nei pressi della stazione ferroviaria Shibuya, a Tokyo, c'è infatti una statua a lui dedicata.

Si tratta infatti di Hachiko, il cane di un insegnante che aspettava il suo padrone ogni giorno alla stazione di Shibuya e continuò ad aspettarlo alla stessa ora per sette anni dopo la sua morte nel 1935.

Che sia diventato anche un simbolo di eterna fedeltà?

Lo è senza ombra di dubbio.


Tratto da "CANI E GATTI"
 

 

Caratteristiche

CANE DI SPICCATA INTELLIGENZA, MOLTO FEDELE, RISPETTOSO, DOTATO DI LEALTA' E DIGNITA' CHE MANIFESTA IN OGNI SUO MOVIMENTO.

OTTIMO GUARDIANO, DA' MOLTO DI PIU' IN AFFETTO E PROTEZIONE DI QUANTO POSSA RICEVERE IN CIBO E RIPARO.

MOLTO DOLCE CON I BAMBINI CHE SI SENTE IN DOVERE DI PROTEGGERE, SA TRASFORMARSI IN ORSO INFEROCITO NEL MOMENTO DEL BISOGNO.

NATO PER IL LAVORO E IL QUIETO VIVERE, PIUTTOSTO PIGRO, HA UN CARATTERE DOMINANTE SUGLI ALTRI CANI, EVITA SE PUO' LA VIOLENZA, MA QUALSIASI SFIDA SERIA VIENE SUBITO ACCETTATA E PORTATA A TERMINE CON SUCCESSO.

TUTTE QUESTE QUALITA' RACCHIUSE IN UN CANE DI GRANDE MOLE E DI INNATA BELLEZZA, DOTATO DI MOLTA FORZA E DI UN ESPRESSIONE "SENZA PAURA" LO RENDONO UN CANE PER POCHI …. "FORTUNATI" .

 

Storia

ORIGINARIAMENTE USATO NELLA REGIONE DI TOMOKU (PARTE NORD ORIENTALE DEL GIAPPONE) COME CANE DA CACCIA; SI VALORIZZO'COME CANE DA COMBATTIMENTO NELL' EPOCA DI EDO (1600-1868) FINO A TAISHO (1912-1926).

IN QUESTO LUNGO PERIODO LA RAZZA SUBI' NUMEROSISSIMI INCROCI CHE LA PORTARONO VICINO ALL'ESTINZIONE,  FINO A QUANDO ALCUNI ALLEVATORI DELLA REGIONE DI AKITA INIZIARONO UNA LUNGA SELEZIONE PER RIPORTARE I CANI AL LORO TIPO ORIGINARIO.

FU STABILITO IL NOME UFFICIALE DELLA RAZZA "AKITA-INU" E SI DIVULGO' INTERNAZIONALMENTE DIVENTANDO IL SIMBOLO DEL GIAPPONE.

 

Come averne cura

 

CANE RUSTICO E ROBUSTO, MUSCOLOSO E POTENTE, NON SOFFRE IL FREDDO GRAZIE ALLA FOLTA PELLICCIA CHE CURA SCRUPOLOSAMENTE.

SEGUENDO UNA ALIMENTAZIONE EQUILIBRATA NON NECESSITA DI CURE PARTICOLARI IN QUANTO E' UN CANE DI SANA COSTITUZIONE.

 

Leggende

 

SI RACCONTA CHE L' AKITA DELL'IMPERATORE VIAGGIASSE IN PORTANTINA E PORTASSE UN COLLARE TUTTO D' ORO.

L'IMPERATORE YURYAKU (457-479 d.c.) PASSANDO PER IL VILLAGGIO, VIDE UNA CASA MOLTO SIMILE AL SUO PALAZZO E DIEDE ORDINE CHE VENISSE INCENDIATA E COMPLETAMENTE DISTRUTTA.

IL PROPRIETARIO DISPERATO, NON SAPENDO COME FAR CAMBIARE IDEA ALL' IMPERATORE, PENSO' DI REGALARGLI UNO DEI SUOI CUCCIOLI DI CANE; PRESE QUINDI IL più BELLO E LO DIEDE AL SUO SIGNORE.

L'IMPERATORE, QUANDO VIDE QUEL BATUFFOLO DI PELO BIANCO E MORBIDO SI IMPIETOSI' E CONCESSE LA GRAZIA FERMANDO L' ORDINE IMPARTITO; LA CASA FU SALVA. QUEL CUCCIOLO ERA UN ANTENATO DELL' AKITA E DIVENNE MEMBRO DELLA CORTE.

GLI SCAVI COMPIUTI NELLA REGIONE DI AKITA IN ALCUNI TUMULI DI EPOCA PREISTORICA, RIVELANO SEPOLTURE DI UOMINI E CANI MOLTO SIMILI AGLI AKITA.

LE DONNE, QUANDO ANDAVANO AL LAVORO NEI CAMPI, USAVANO AFFIDARE I LORO FIGLI AD UNA FEMMINA DI AKITA CHE LI AVREBBE SORVEGLIATI FINO AL LORO RITORNO.

 

STANDARD FCI

 

n°255 approvato il 17.07.1992 dalla Federazione Cinologica Internazionale (FCI)

Akita

ORIGINE : Giappone

UTILIZZAZIONE : Cane da compagnia

CLASSIFICAZIONE FCI : gruppo 5 (Spitz e cani di tipo primitivo);sezione 5 (Spitz e razze affini);nessuna prova di lavoro.

CENNI STORICI :originariamente,tutte le razze canine giapponesi erano di taglia piccola o media e non esisteva nessuna razza di grande mole. L'Akita,originario della regione di Tohoku, dove era conosciuto con il nome di "Matagi-Inu" (cane cacciatore), figurava tra i cani da caccia di media taglia. all'epoca del Clan satako, nel periodo compreso fra il 1630 ed il 1870, nella regione denominata Akita questa razza iniziò ad essere addestrata per i combattimenti fra cani,che, secondo le testimonianze dell'epoca, servivano per sollevare il morale dei signorotti della regione. In seguito l'Akita venne incrociato con un cane del genere mastino, di proprietà di un ingegnere tedesco impiegato alla miniera di rame di Kosaka, e con un cane da combattimento Tosa 8razza proveniente a sua volta da un incrocio del mastino Shikoku, razza giapponese di taglia media, con dei bracchi tedeschi, dei San Bernardo e dei mastini tedeschi); in seguito a questi incroci, l'aspetto originario dell' Akita, che fino a quel momento era caratterizzato dalle tipiche orecchie appuntite e dalla coda arrotolata, è profondamente mutato. In seguito alla legge del 1908 che vietava i combattimenti di cani, è stato possibile conservare la razza grazie all'interessamento di eruditi e studiosi. nel 1919 fu promulgata la legge sulla conservazione del patrimonio naturale : grazie agli sforzi di alcuni amatori impegnati a migliorare la razza, 9 stupendi esemplari di Akita furono dichiarati, nel 1931, "monumenti storici". questo episodio rese la razza Akita molto popolare. Nel 1945 alla fine della seconda guerra mondiale, si è cercato di eliminare dai pochi soggetti superstiti della razza il sangue dei mastini e delle altre razze estranee, allo scopo di ottenere l'Akita di razza pura : questi sforzi hanno permesso di definire lo standard della razza pura dell'Akita di grande mole conosciuto ai giorni nostri.

 

CARATTERI GENERALI :Cane di grande mole di forte costituzione, ben proporzionato, con ossatura robusta. Caratteristiche sessuali secondarie nettamente marcate. grande nobiltà e dignità unite ad una grande semplicità.

 

PROPORZIONI IMPORTANTI :Il rapporto fra l'altezza al garrese e la lunghezza del corpo è di 10 a 11, ma le femmine hanno un corpo leggermente più lungo rispetto ai maschi.

 

CARATTERE E TEMPERAMENTO :Calmo, fedele, dolce e ricettivo.

 TESTA

REGIONE CRANIALE : Cranio ben proporzionato rispetto al corpo, fronte ampia, stop pronunciato con un solco frontale ben marcato, senza rughe. Guance moderatamente sviluppate, fronte ben diritta e tartufo grosso e nero (nei cani con manto bianco è ammesso il tartufo color fegato). il muso, leggermente allungato e forte, con base ampia, si affila leggermente verso il naso, ma senza diventare appuntito. Denti forti con chiusura a forbice, labbra aderenti.

OCCHI : Relativamente piccoli, di forma quasi triangolare, moderatamente distanziati, di colore marrone scuro (più il colore è scuro, più è apprezzato).

ORECCHIE :Relativamente piccole, spesse, triangolari, leggermente arrotondate in punta, moderatamente distanziate, erette e portate un pò in avanti.

COLLO :grosso e muscoloso, senza giogaia, ben proporzionato con la testa.

TRONCO :dorso diritto e solido, rene ampio e muscoloso; petto alto e regione sternale ben sviluppata; costole leggermente cerchiate e ventre retratto.

CODA :attacco alto, coda grossa e piena arrotolata sul dorso. La coda bassa deve raggiungere l'articolazione del garretto.

ARTI ANTERIORI :Spalle leggermente oblique e ben sviluppate. Avambracci forti e diritti. Gomiti ben aderenti al tronco.

ARTI POSTERIORI :Ben sviluppati, forti, leggermente angolati.

PIEDI :Grossi, rotondi, arcuati e chiusi.

PORTAMENTO :Movimenti sciolti e potenti.

MANTO :Pelo: manto esterno diritto e ruvido, sottopelo folto e soffice. garrese e groppa sono ricoperti da un pelo leggermente più lungo. Il pelo sulla coda è più lungo rispetto alle altre parti del corpo.

COLORE :Fulvo, sesamo, tigrato e bianco. tutti i coloridi cui sopra, eccetto il bianco, devono presentare dell' "urajiro" (pelo biancastro sui lati del muso e delle guance, sotto la mascella, sulla gola, sul petto e sul ventre, nonchè sul lato inferiore della coda e nella parte interna degli arti).

TAGLIA :Altezza al garrese : maschi cm 67, femmine cm61.

Tolleranza di 3 cm in più o in meno.

Difetti : qualsiasi differenza rispetto alle caratteristiche su citate deve essere considerata un difetto, che sarà penalizzato a seconda della gravità.

1-La maschera nera deve essere considerata un difetto;

2-Sono accettabili, ma non preferibili, le sfumature su fondo bianco;

3-Carattere timido;

4-Prognatismo inferiore e superiore;

5-Lingua macchiata;

6-Maschi effemminati, femmine mascoline;

7-Iride di colore chiaro;

8-Mancanza di alcuni denti;

9-Coda corta.

DIFETTI CHE COMPORTANO LA SQUALIFICA :

1-Orecchie pendenti;

2-Coda pendente;

3-Pelo lungo (irsuto).

N.B. I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale, completamente scesi nello scroto.